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LA FEDE NUZIALE: SCEGLIERE TRA I MODELLI E QUALCHE SPUNTO PER OSARE

 

Siete ancora alla ricerca della fede perfetta? Vi abbiamo già raccontato come sia importante la scelta dell’anello nuziale, soprattutto perché vi accompagnerà per tutta la vita e dovrà rispecchiare il più possibile la vostra personalità. Se avete ancora qualche dubbio qui di seguito vi diamo altri consigli, con qualche spunto per osare un po’ anche rifacendosi alla tradizione e al simbolismo.

La forma. Può essere la classica fede bombata oppure piatta, come piace di più agli uomini. La larghezza dell’anello, invece, dipenderà molto anche dalla lunghezza delle vostre dita: più avete dita corte, più sottile dovrà essere la fede.

I modelli. Esistono, poi, vari modelli: dalle fedi classiche tonde e smussate, solitamente di oro giallo lisce e con una larghezza standard di 4 millimetri che le rende adatte anche a chi non ama indossare gioielli. Sono quelle più economiche dato che il loro costo si aggira intorno ai 500 euro. Le francesine sono più sottili e con una forma lievemente tondeggiante all’esterno e lineare all’interno. Qualche volta vengono impreziosite da un diamante incastonato al centro ma, così dovrete fare più attenzione alla manutenzione. Costano un po’ di più delle fedi classiche poiché solitamente partono dai 600 euro. Le fedi mantovane sono alte 6 millimetri, sono composte da una fascia larga, con bombatura esterna non troppo accentuata, un arco ribassato e da una parte interna piatta. A volte sono opache oppure possono essere lucide come le fedi classiche.

L’incisione. All’interno di tutte queste fedi si possono fare delle incisioni: dal classico nome dell’amato o dell’amata (a parti invertite) seguite dalla data delle nozze, fino ad una parola o addirittura ad una frase (anche se la sua lettura potrebbe rivelarsi davvero ardua…). Le moderne tecniche di incisione permettono di scegliere anche il carattere che più vi piace, scegliendo tra tutti gli stili che vedete sul vostro pc.

Fuori dagli schemi. Per gli amanti delle cose particolari possiamo poi citare le fedi sarde, solitamente tramandate di generazione in generazione, d’oro molto leggero e lavorate con una sorta di pizzo, una filigrana molto leggera che si narra sia tessuta dalle fate. Le fedi etrusche con una silhouette rotonda, ondeggiante e asimmetrica; e sarebbero stati proprio gli Etruschi i primi a far calzare l’anello sull’anulare per la credenza che da questo dito passasse una vena diretta al cuore. Poi ci sono le fedi umbre che raffigurano il volto di una donna o di due sposi che si guardano, tra i quali sboccia un bouquet di fiori che simboleggia lo sbocciare dell’amore. Infine le fedi irlandesi composte da due mani che tengono un cuore sormontato da una corona: il segreto per un matrimonio perfetto sarebbe, infatti, un mix tra amicizia (simboleggiata dalle mani), amore e fedeltà (la corona).

Ora avete tutti gli elementi per decidere. Qualsiasi sia la vostra scelta, in ogni caso, non dimenticatevi di prenotare gli anelli per tempo: solitamente un mese o un mese e mezzo prima delle nozze basta per le fedi più classiche ma se richiedete qualcosa di particolare è sempre meglio anticipare.

Stile o capricci? Gli accessori giusti per ogni sposa

A volte sono delle vere e proprie tentazioni: definiscono il nostro stile e lo stile della nostra cerimonia ma è importante che siano scelti bene, per non sembrare esagerati e fuori luogo. Stiamo parlando degli accessori per il giorno del sì.

Velo e strascico sono due elementi dell’abito a cui nessuna sposa vorrebbe dire di no: del resto nelle favole le principesse se non hanno velo e strascico “di ordinanza” non percorrono la navata. Però per le comuni mortali bisogna fare attenzione a non esagerare.

Per il velo, se optate per quello lungo, considerate che dovrete avere una damigella che lo tenga sollevato durante l’entrata e l’uscita dalla chiesa e che il bon ton richiede che lo togliate durante il ricevimento. In chiesa sarà il padre, una volta accompagnata la figlia all’altare, a sollevarlo, dando un bacio sulla fronte alla sposa (almeno così vuole il galateo). Il velo non si usa mai nei matrimoni civili o se siete al secondo matrimonio, mentre è sconsigliato se avete più di 35 anni.

Anche se scegliete uno strascico lungo e impegnativo, avrete bisogno di una damigella che vi aiuti a portarlo quando vi muovete. Ma qui si tratterà anche di una considerazione di stile: se non siete molto alte e il vostro portamento non è esattamente quello di una top model, forse è meglio rinunciarci per non sembrare troppo goffe, oppure cercare la giusta proporzione tra la vostra statura e la lunghezza della coda.

sposa dettagli

Quando si parla di goffaggine e di portamento non si può non fare un pensierino anche all’altezza dei tacchi: non esagerare è la prima regola perché anche se siete abituate a portarli, non è detto che i vostri piedi resistano dentro ad un paio di decolleté con tacco 12 per una giornata che farebbe impallidire una maratona: non vorrete che il vostro giorno più bello sia rovinato dal mal di piedi e che rimanga nei vostri ricordi più che per il dolore che per la gioia che avete provato!

Anche le calze devono essere all’insegna della sobrietà: assolutamente da evitare il bianco e le trame particolari (ma non vi erano nemmeno venuti in mente, vero?!?) mentre largo al collant velato che garantisca alla gamba un tono uniforme. Compratene almeno 2 paia e fatele portare in borsa alla mamma o alla vostra migliore amica, che correrà in vostro soccorso ad ogni minimo cedimento o smagliatura.

Infine, un capitolo a parte meritano i guanti: amati dalle appassionate di vintage, vanno tolti prima della cerimonia e poi non si reinfilano più. Devono essere assolutamente abbinati all’abito giusto: vengono classificati in base alla lunghezza, misurata in centimetri o in base al numero di bottoni. I piú popolari sono a uno, due, sei, otto o sedici bottoni e per sceglierli si dovrebbero seguire questi criteri: gli abiti a maniche lunghe, che peraltro possono anche lasciare le mani libere, si abbinano solo ai guanti corti; le maniche corte invece prevedono guanti fino a sei bottoni, ovvero fin sotto al gomito; infine i vestiti senza maniche o senza spalline sono ideali per osare gli otto bottoni, all’altezza del gomito, o addirittura i sedici bottoni, detti anche guanti da opera.